Der Freischütz: tipi e archetipi diabolici nella romantische Oper

Alessandro Nardin

Abstract


La comparsa di DerFreischütz (1821) di Carl Maria von Weber viene considerata l’atto di nascita del teatro musicale romantico tedesco, destinato peraltro a non costituirsi mai in un movimento organico. Cuore della vicenda è la scena cosiddetta della Gola del Lupo, durante la quale viene evocato il demone Samiel: si tratta della prima influente apparizione demoniaca nel teatro d’opera, ben diversa dalle precedenti turbe di demoni che venivano a rappresentare i giudici dell’aldilà nelle opere pre-romantiche. Questa simbiosi fra demone e natura, assieme alla personalizzazione del demoniaco, che appare in scena con un nome e una fisicità individuale, è espressione di uno specifico culturale che nasce dall’incontro della sensibilità romantica e della drammaturgia musicale, mediate da una profonda introspezione, cui non può dirsi estraneo un percorso iniziatico ed esoterico dei diversi protagonisti. La figura di Samiel, il suo agire e i simboli inseriti nella scena della Gola del Lupo sono messi in confronto con i motivi tipici che connotano il mitologema del patto con il diavolo, come appare fin dal medioevo, e con gli archetipi di un inconscio collettivo che trovò nelle arti romantiche nuove e significative possibilità espressive.

The first appearence of Carl Maria von Weber’s DerFreischütz (1821) is considerated the birthday of german romantic musical theatre. The heart and soul of the opera is the so called Wolf’s Glen Scene, in which the damon Samiel is evocated: it represents the first influential demonic appearance in melodramatic stages, so much different than the previous ones (per-romantic), when crowds of devils had just the role of afterlife judges. This symbiosis between devil and nature, and the personalization of the demoniac, on stage with a name and a body, is expression of a cultural conjuncture among romantic sensibility and musical drammaturgy, deep introspection and initiatory and esoteric journey. The character of Samiel, his acting and symbols, inserted in Wolf’s Glen Scene, are compared with typical motivs recurring in “deal with the devil” mitologema, as they recurred since the Middle Age, and with archetypes of a collective unconscious, which found in romantic arts new and pregnant expressive ways.

 

 

 


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La Rosa di Paracelso OJS || ISSN: 2532-2028

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