Note sul Diabolus, nell’orizzonte dell’insegnamento di Rudolf Steiner

Luca Valentini

Abstract


In alcune culture arcaiche, come in quella zooroastriana, vi era polare del rapporto tra Bene e Male, rappresentata da due figure che svolgevano una funzione archetipica e complementare nell’ambito di una cosmologia divina, come nel caso di Ahura Mazdā, lo Spirito Santo e Solare, e di Angra Mainyu, lo Spirito Oscuro e Tenebroso. Nella religiosità egizia e successivamente in quella giudaico-cristiana, però, si manifesta una manifestazione doppia del Malefico, una di natura appunto cosmologica, indi di opposizione ctonia al principio uranico, un’altra di natura essenzialmente metafisica. Se la figure di Seth e di Lucifero possono presentare le caratteristiche di angeli decaduti, con riferimenti simbolici anche di natura solare (si pensi al primordiale significato del numero 666), o di divinità inserite in un pantheon divino in cui la propria azione disgregatrice ad un’attenta analisi risulta essere essenziale per la realizzazione dell’Opera, svolgendo quasi un’irrinunciabile putrefazione purificatoria, le essenze altamente tenebrose di Apophis e di Shaitan sono l’espressione, non di una polarità cosmica, ma di una vera e propria opposizione metafisica al Principio Uno e Creatore. Nella medesima direzione si sviluppo l’insegnamento antroposofico di Rudolf Steiner, che in alcune conferenze svolte a Zurigo e Berna nel 1919, approfondisce molto chiaramente la differenza tra la dimensione luciferina e quella arimanica. Lucifero e Arimanne, pertanto sono espressioni di differenti concezioni spirituali. Se il portatore di Luce è colui che conduce l’Uomo verso un falso misticismo, verso un’esaltazione titanica di se stesso, nell’esplicitazione di un disordine interno che potremmo definire quasi catartico, Arimane è l’Avversario per antonomasia, l’oppositore a qualsiasi forma di elevazione, non è il disordine ma è, ancor peggio, il deserto metafisico, è la costituzione di un’umanità senz’anima, sprofondata nella materialità più tetra. Per Rudolf Steiner queste due entità sono addirittura espressione di due principi contrapposti, la cui giusta mediazione, il giusto equilibrio è rappresentato dal Principio Solare, che sana la caducità di Lucifero e si oppone all’oscurità di Arimane. Nello studio che vorrò presentare alla vostra attenzione, è mia intenzione sviluppare dettagliatamente questa particolare dicotomia e chiarire, per quanto le fonti tradizionali lo consentano, un’assimilazione assolutamente erronea tra Lucifero e Satana oppure tra Lucifero e Arimane, dimostrando anche una profonda comprensione sottile della misteriosofia arcaica da parte del fondatore dell’Antroposofia. Nell’approfondimento che sarà eventualmente presentato, particolare attenzione sarà riservata alla diversa predisposizione interiore dell’uomo rispetto a queste due differenti Entità: se in rapporto alle influenze luciferiche è necessario porsi come un recipiendario che accoglie, purifica e sublima un non equilibrato impulso alla realizzazione, rispetto alle influenze arimaniche bisogna comprendere che bisogna assumere la volitiva fermezza del miles che si oppone all’oscuramento animico e del mondo, che non esalta e non fiorisce, ma depaupera ed inaridisce tutto ciò con cui si connette. 


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La Rosa di Paracelso OJS || ISSN: 2532-2028

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