Alkahest. Vizi e virtù di un dissolvente universale

Marco Ghione

Abstract


Sulla base della duplice definizione del termine Alkaest, in un primo senso il dissolvente universale dell’opera alchemica, in un secondo un portentoso rimedio per il fegato, come riportano i testi dei primi paracelsiani, il contributo traccia una storia della fortuna di questo misterioso prodotto alchemico presso iatrochimici, scienziati ed alchimisti, dal tardo XVI secolo fino all’alba del secolo dei Lumi. A partire dalla diffusione delle opere di Van Helmont e dei medici e praticanti di alchimia che ne condividevano il pensiero, la fortuna dell’Alkaest in qualità di dissolvente universale inizia a crescere, toccando probabilmente il suo apice in Inghilterra, dove suscita il forte interesse del medico ed alchimista George Starkey e del chimico ed inventore Robert Boyle. Nel suo complesso percorso, la conoscenza dell’Alkaest si accompagna alla diffusione delle dottrine alchemiche e paracelsiane, ancora largamente indagate e praticate in tutta Europa fino all’ultimo scorcio del Seicento.


Relying on the double meaning of Alkaest in the texts of the first paracelsians, in a first sense the universal dissolvent of the alchemic Work, in a second a wonderful epatic medicine, the paper outlines history and spread of this alchemical substance, from the late XVI century to the early XVIII. With the growing dissemination of Van Helmont and his followers writings, the Alkaest as universal solvent earns credibility, touching his peak probably in England, where arouses the strong interest of George Starkey, physician and alchemist, and Robert Boyle, chemist and inventor.


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La Rosa di Paracelso OJS || ISSN: 2532-2028

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